martedì 10 marzo 2015

Ricetta illustrata: Le Madeleines



Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, 
mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. 
Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. 
Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. 
E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. 
Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla ? Bevo una seconda sorsata, non ci trovo più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. 
E’ stata lei a risvegliarla, ma non la conosce, e non può far altro che ripetere indefinitamente, 
con la forza sempre crescente, quella medesima testimonianza che non so interpretare e che vorrei almeno essere in grado di richiederle e ritrovare intatta, a mia disposizione ( e proprio ora ), per uno schiarimento decisivo. Depongo la tazza e mi volgo al mio spirito. 
Tocca a lui trovare la verità…retrocedo mentalmente all’istante in cui ho preso la 
prima cucchiaiata di tè. 
Ritrovo il medesimo stato, senza alcuna nuova chiarezza. Chiedo al mio spirito uno sforzo di più…ma mi accorgo della fatica del mio spirito che non riesce; allora lo obbligo a prendersi quella distrazione che gli rifiutavo, a pensare ad altro, a rimettersi in forze prima di un supremo tentativo. 
Poi, per la seconda volta, fatto il vuoto davanti a lui, gli rimetto innanzi il sapore ancora recente di quella prima sorsata e sento in me il trasalimento di qualcosa che si sposta, che vorrebbe salire, che si è disormeggiato da una grande profondità; non so cosa sia, ma sale, lentamente; 
avverto la resistenza e odo il rumore degli spazi percorsi…
All’improvviso il ricordo è davanti a me. 
Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio…."

(Marcel Proust, Dalla parte di Swann)
(testo preso dalla pagina Filosofico.net)


E voi avete mai provato a farle?
Io ho seguito la ricetta del libro "Fragole a merenda"
di Sabrine D'Aubergine..
lei è una foodblogger, il libro nasce
proprio dal suo blog, che potete visitare
cliccando direttamente QUI.

Un libro divertente oltre che bello,
perché lei ama raccontare aneddoti, intervallandoli 
alle sue ricette.

Inutile dirvi che erano buone e accompagnate
ad un tè sono veramente eccezionali.
Le ho fatte per la merenda del corso che si è tenuto ieri al
Baule dei Ricordi con Lieta della Buca delle Fate..
Un corso di composizione floreale
dove abbiamo realizzato una ghirlanda per capelli
ed un braccialetto di fiori.

Non so se tornate a casa,le ragazze che hanno partecipato
avranno provato
le stesse sensazioni di Proust ma sono certa
che ricorderanno il bel pomeriggio trascorso.
Chiacchiere, risate, allegria,colori e profumi
ci hanno accompagnato.

Ma eccovi la ricetta e le foto che avevo scattato
prima.









Ora vi saluto e vi do appuntamento tra qualche giorno
per un post "creativo".

A prestissimo.

Lucia

20 commenti:

  1. Che bel regalo mi hai fatto! Mi è venuta voglia anche di provare la ricetta (devo risolvere il problema dello stampo). Le foto sono bellissime! Che vergogna, sai che non ho mai letto Proust?
    Un bacino, Daniela

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    1. Tranquilla anche io non l'ho mai letto se non qualche brano a scuola.. Per gli stampi io ne ho uno in silicone ed uno di alluminio ma non credo tu abbia difficoltà in quel di Milano a reperirlo ;-) Un bacio anche a te. A presto. Lucia

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  2. Ma sai che ho sempre voluto farle??? È' giunto il momento!! Grazie di cuore..

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  3. Cara Lucia, grazie per aver provato "Le madeleines di Olga" di pagina 194! E complimenti per questo bellissimo post (la ricetta illustrata!). Ora, non so se le tue madeleines in versione "Fragole a merenda" siano già finite, ma posso dirti dove finirà la tua foto: nella board Pinterest dedicata al libro, in buona e nutrita compagnia! Mentre per il post, c'è un posticino nella pagina del mio blog dedicata ai links. Insomma: non ci perderemo di vista tanto facilmente...
    Buona lettura, e arrivederci alle prossime ricette! E... #quifragoleamerenda per ritrovarci facilmente dovunque si possano usare tags...

    Sabrine
    FRAGOLE A MERENDA

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    1. Ne sono rimaste giusto due che mi conservo per la colazione di domani… vado subito a vedere la bacheca Pinterest e le altre foto. Un abbraccio e grazie ancora per la ricetta. Lucy

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  4. Lu, mi hai messo addosso una voglia pazzesca di provare a farle. Appena trovo lo stampo tornerò qui, mi stampo la ricetta e le proverò. Ti stringo forte, sei davvero brava e tutto quello che fai è incantevole!

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    1. Cara Alessia, ed io ti aspetto come sempre… Sono certa che le farai benissimo. Lucy

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  5. Che meraviglia! Anche a me è venuta voglia di provarle!
    Ma ci vuole lo stampo adatto vero? Lo devo cercare!
    Bravissima, intanto mi salvo la ricetta illustrata! ^^

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    1. Si esatto, l'unica condizione è quella… io uno l'ho comprato in Francia e l'altro in un negozio vicino a casa, non credo tu abbia difficoltà a trovarlo! Grazie per il bravissima :-) Un abbraccio. Lucia

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  6. Le madeleine proustiane...che ricordi...l'avevo letto al liceao per letteratura francese...non ho mai provato a farle ma mi hai proprio fatto venire voglia! Fra l'altro le tue sono bellissime, e sicuramente anche buonissime!! Mi piace da matti la foto nello stampino con la carta forno e il fiore a lato. Meravigliose!

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    1. Grazieeee! Sono felice che vi piacciano, quella foto è la mia preferita… Non sono difficili da fare e il loro sapore è buonissimo. Lucia

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  7. Sono una fortunata testimone della bontà !!!!!!!! Grazie per le dolcezze e per la compagnia in questa allegra giornata!!!!!!!!!
    p.s.
    voglio vedere gli sviluppi della ghirlandina ;))))))))))))

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    1. Lieta cara, una testimone d'eccellenza direiiiii!!! Grazie ancora a te per il viaggio e per la bella esperienza… x la ghirlanda chissà magari ti riservo una sorpresa ;-)

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  8. Finisco sempre per ripetermi, ma come evitarlo? Io adoro le tue ricette illustrate!
    Un abbraccio, Carla.

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    1. Carla me lo puoi dire quante volte vuoi ;-9 ed io ne sarò sempre felice! Buon lunedì.. piovoso qui!!! Lucia

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  9. Ricordo questo passo di Marcel Proust dai tempi della scuola e mi aveva incuriosito...ora ecco la tua ricetta,devo trovare lo stampo e poi sono da provare!!Bacioni e grazie!!!

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  10. Vai Gabri cerca lo stampo e poi fammi sapere… non sono poi cos' difficili! un abbraccio Lucia

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  11. Sono sempre belle le tue ricette illustrate, grazie per averla condivisa!
    Daniela

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    1. Daniela ma grazie a te per la tua visita e per i complimenti. Lucia

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